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2014
 

Sanpapiè

 
Il CID inoltre ha accolto nei mesi di agosto e settembre 2014 alcune compagnie di danza trentine che hanno preso parte al progetto CID CANTIERI – Progetti di giovane danza. All’interno degli spazi del CID le compagnie hanno dato vita a nuove creazioni artistiche presentate nella messa in scena finale di venerdì 19 settembre 2014 presso il Teatro Cuminetti di Trento. Tra i protagonisti di questa nuova avventura anche la Compagnia Sanpapiè/Macelleria Ettore con il progetto Sdegno/Studio 0.1 in seguito ri-intitolato Dalla caduta un passo di danza.

Un silenzio per un’assenza. Perché non si può chiamare qualcosa che non viene da solo, qualcosa che se n’è andato nel momento esatto per restare eterno. Entrare nella bellezza è un tuffo, e a romperla ci vuole un istante. Basta distogliere lo sguardo, non fare attenzione. Lo sdegno è non capire perché. Mentire al corpo. Farsi tanto male da scoprire quanto si desidera vivere. Mi sdegno quando non capisci la mia bellezza e la neghi. Lo sdegno è personale, solo. Una condizione comune e sotterranea. Ognuno è solo col suo sdegno. Lo sdegno è un solo.
Lo sdegno ci obbliga a una pausa, a chiederci: perché? È una spinta. Non è un sentimento rassegnato. La bellezza vale sempre la pena. Quando c’è, non puoi non vederla. La bellezza non ha tempo, lo sdegno sì. Informazioni, esperienza, vita. Cresce man mano che incontri la bellezza. Si mette a fuoco solo da un certo punto in poi: era rabbia e sarà rassegnazione. Ora è sdegno. Un passaggio dell’età.
Lo sdegno è uno spettacolo per corpo solo. Il corpo è attraversato, provocato, trasformato da immagini, dinamiche fisiche e forme che si compongono in un montaggio. La drammaturgia è il risultato della fusione dei linguaggi messi in campo. Corpo, suono, materia, spazio, parola, luce, silenzio. Lo sdegno è un contenitore comune e preciso in cui raccogliere esperienze e riflessioni altre da noi. La stessa domanda rivolta ad artisti differenti per linguaggio, età, formazione: cos’è lo sdegno per te? Partiamo da qui. Poniamo un presupposto creativo teso a costruire una struttura organica, una drammaturgia che si nutre del confronto con gli altri, ne accoglie provocazioni e punti di vista – per rielaborarli in una scrittura coreografica e registica. 

Coreografia e interpretazione Lara Guidetti
Musiche Carlo Boccadoro 
Disegno Luci Alice Colla
Scene e costumi Maria Paola Di Francesco
Regia Carmen Giordano

Collaborazione Trento Spettacoli